Iniziano ad affacciarsi nelle sedi negoziali preposte alla contrattazione di secondo livello, aziendale e territoriale, gli indicatori di sostenibilità per l’attribuzione dei premi di risultato.
E tra questi indici, la mobilità sostenibile è la voce maggiormente presa in considerazione.
Questo ci conduce a parlare nuovamente del ruolo svolto dal mobility manager interno e dal mobility manager di area per quanto concerne il coordinamento e i rapporti con le amministrazioni locali.
Ricordiamo brevemente come in forza della legge nr. 77/20 e successivo decreto attuativo, in tutte le aziende e pubbliche amministrazioni con almeno 100 dipendenti e ubicazione in comuni con residenti oltre i 50 mila, il mobility manager organizza e gestisce la mobilità dei dipendenti con l’obiettivo di ridurre in modo strutturale l’impatto ambientale derivante dal traffico veicolare, anche attraverso il documento PSCL (piano spostamenti casa lavoro).
Come abbiamo avuto modo di evidenziare in un nostro precedente articolo, tra le funzioni inerenti al ruolo del mobility manager, assumono una particolare rilevanza la promozione e la formazione del personale su come contribuire al miglioramento della qualità della vita, a partire dalla salute, attraverso l’utilizzo dei mezzi di trasporto efficienti e rispettosi dell’ambiente in cui viviamo.
Per queste considerazioni, il mobility manager può oggi coinvolgere i lavoratori e i propri rappresentanti nel trattare il tema della mobilità sostenibile all’interno dei processi negoziali relativi alla contrattualistica del lavoro.
Si stanno così delineando delle best practice dove una parte del premio di risultato o di produttività è legato alla pianificazione e attuazione dei percorsi casa lavoro con riduzione delle emissioni di CO2.
Sono ancora dei primi esempi, portati avanti da aziende di dimensioni importanti come Generali, Luxottica, Zuegg, Lamborghini, Ducati ma che sono significativi del ruolo sociale che tende a rivestire la mobilità sostenibile.
Un ruolo che è stato ribadito anche recentemente dall’Agenzia delle Entrate, quando afferma che i servizi di sharing e il trasporto pubblico fruiti dai dipendenti nel tragitto casa lavoro rientrano nei piani di welfare aziendale e di conseguenza godono di benefici fiscali entro determinati limiti di spesa.
A questo punto è chiaro come la scelta del mobility manager ricada su profili in grado di comunicare sia all’interno che all’esterno del contesto aziendale, ponendosi come interlocutore capace di informare e formare sui temi dello sviluppo sostenibile.
Solo in questo modo sarà possibile divulgare la cultura della sostenibilità, aumentandone la consapevolezza al punto di legare gli obiettivi del taglio delle emissioni di CO2 alla definizione di premi riportati nei contratti di lavoro.
A questo risultato, il mobility manager potrà arrivare più facilmente se riuscirà a dimostrare con i numeri la ricaduta economica, in termini di risparmi per l’azienda e per i lavoratori, derivante dalla diminuzione dei valori di carbon footprint.
Ma di mobilità sostenibile non si inizia a parlare solo a livello di contrattazione decentrata, in quanto nella piattaforma presentata dai sindacati per il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici, si propone il coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori nell’elaborazione del Bilancio di sostenibilità.
Bilancio di sostenibilità che come esposto in altre occasioni e oggetto del percorso formativo del Master, troverà una platea sempre più ampia in ragione della graduale applicazione della direttiva europea sulla rendicontazione societaria di sostenibilità, ma che già oggi, viene assunto da molte aziende automotive, fornitrici e distributive, anche se non sono tenute alla sua redazione, con l’obiettivo di promuovere una governance di sviluppo sostenibile e accrescere l’attrattività nei confronti degli investitori e dei finanziatori.
Tutte considerazioni che devono portare le aziende a prendere atto di quanto sia importante e conveniente la nomina del mobility manager, andando oltre il mero adempimento di una disposizione di legge.
Questo il nostro augurio e l’impegno che intendiamo continuare a portare avanti, convinti che la mobilità futura passi attraverso la costruzione di professionalità in grado di pianificare, promuovere, gestire e misurare le soluzioni di mobilità così da migliorare la salute dei lavoratori e premiarli con benefit e con la riduzione dei consumi energetici.
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