Non c’è dubbio che le trasformazioni crescenti avvenute nel contesto sociale, prima ancora che nel modello di business distributivo dell’auto, abbiano comportato la revisione profonda delle competenze richieste dalle aziende e attese dai clienti.

Tanto che la stessa distinzione tra fattori hard e soft nella catalogazione delle skills riconosciute, oggi tende ad essere superata.

Per un semplice motivo: in una organizzazione modellata sulla centralità del cliente, tutti i collaboratori devono dimostrare di comprendere le esigenze della clientela, fornire le risposte utili al rafforzamento della relazione e nel rispetto dei tempi attesi.

Non solo, il contesto socio economico in cui operano le aziende è soggetto a cambiamenti continui, veloci e a volte imprevedibili, così che ai lavoratori sono richieste doti di flessibilità, resilienza, problem solving, gestione dello stress.

Considerazioni più che sufficienti per attribuire alle competenze trasversali un peso specifico rilevante nelle valutazioni dei propri collaboratori.

Proprio in termini di misurazione del valore delle competenze, oggi richieste dal moderno distributore automotive, possiamo prendere in considerazione 5 elementi significativi:

  • tecniche (qui intese come conoscenza delle caratteristiche dei veicoli e dei servizi offerti);
  • relazionali (sviluppo e costruzione di rapporti solidi e duraturi con soggetti privati e pubblici);
  • trasversali (abilità personali, comportamenti assertivi, comunicazione efficace);
  • finanziarie (pianificazione, controllo, rapporto con finanziatori e investitori);
  • digitali (informatizzazione, processi da remoto, intelligence).

È interessante procedere a valutare l’incidenza dei cinque fattori, comparando due modelli di business distributivo dell’auto diversi tra loro: il modello tradizionale, di qualche anno fa, con il modello attuale.

Nel grafico sottostante risulta evidente in che modo si siano spostate le competenze:

Emerge come le competenze strettamente tecniche abbiano subito un ridimensionamento della loro influenza nella valutazione del processo di conseguimento dei risultati aziendali.

Al contempo, sono notevolmente cresciute le competenze trasversali, finanziarie e digitali.

Un’analisi che nella sua estrema sintesi mette in evidenza lo sforzo che oggi le aziende producono nella ricerca dei profili che siano in grado di incidere nello sviluppo del business, un business molto più complesso rispetto al precedente, di dimensioni maggiori, una forte regolamentazione, con difficoltà a pianificare nel medio lungo termine, permeato dalla componente tecnologica e digitale, segnato da scenari incerti e spesso contradditori.

Professionalità difficili da trovare sul mercato, anche perché spesso la preparazione di base teorica, così come offerta dalle università attuali, non aiuta.

Come Master stiamo cercando di promuovere percorsi specifici sulla gestione del business in ambito automotive, all’interno dei percorsi di laurea già esistenti, un processo non semplicissimo, nel momento in cui ridisegna corsi di studi su insegnamenti consolidati.

In questa direzione, si inserisce la testimonianza che un importante car maker terrà il prossimo 9 maggio nell’ambito del corso di finanza aziendale presso l’Università Milano Bicocca.

I relatori parleranno agli studenti degli aspetti di gestione finanziaria dei Dealer con la National sales company e dell’analisi della solidità finanziaria del Dealer.

Un primo passo, ma importante per favorire la conoscenza delle specificità del funzionamento del mercato automotive.